Storia del carnevale brasiliano

L’origine del carnevale brasiliano, al contrario di quello che comunemente si immagina, è completamente europea. Come afferma Maria Isaura Pereira de Queirós, la celebrazione del carnevale fa data fin dall’inizio della colonizzazione, in quanto eredità dell’entrudo portoghese e delle maschere italiane.

Solamente molti anni dopo, all’inizio del XX secolo, furono aggiunti al carnevale gli elementi della tradizione africana, che hanno contribuito in modo determinante a sviluppare l’originalità e la peculiarità del carnevale brasiliano quale lo conosciamo oggi.

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Tanto in Portogallo come in Brasile, il carnevale non assomigliava per nulla ai festeggiamenti dell’Italia rinascimentale: era costituito da giochi di strada, spesso anche violenti, durante i quali venivano commessi ogni tipo di abusi e atrocità (Entrudo). Era consuetudine che gli schiavi si bagnassero a vicenda con uova, farina, amido, arance marce, resti di cibo, mentre le famiglie bianche si divertivano gettando dai balconi delle loro case secchi di acqua sporca sugli sprovveduti passanti, in un clima di rottura dovuto all’estrema rigidità della famiglia patriarcale.

Fu questo carnevale abbastanza selvaggio che sbarcò in Brasile con le prime caravelle e i primi istrioni (foliões).

Con il formarsi e consolidarsi delle classi media e alta, parallelamente alle feste popolari di strada prendono piede anche in Brasile i balli in maschera di tradizione europea. Nel momento in cui si assiste a un graduale processo di “civilizzazione” dell’entrudo, anche le classi medie iniziano a prendere parte alle sfilate di strada: assistiamo quindi ai primi cortei di carri allegorici, all’introduzione nelle sfilate del carnevale di musica, percussioni, maschere e costumi e al nascere delle Società, precursori delle future scuole di samba.