Storia del carnevale brasiliano: l’introduzione delle percussioni

Evviva Zé Pereira

Nel 1846 ebbe luogo un avvenimento destinato a rivoluzionare il carnevale di Rio de Janeiro: la comparsa di Zé Pereira (suonatore di bumbo) che introduce le percussioni nelle sfilate delle società carnevalesche. Secondo alcuni studiosi questo era il nome o soprannome dato al cittadino portoghese José Nogueira de Azevedo Paredes, che si ritiene abbia introdotto in Brasile l’abitudine portoghese di animare la follia carnevalesca al suono di bumbos, zabumbas e tamburi, anarchicamente suonati per le strade.

La tradizione si diffuse rapidamente e il successo di Zé Pereira fu talmente grande che, 50 anni dopo, una compagnia teatrale decise di inserirlo nella rappresentazione di una parodia di “I pompieri di Nanterre” a cui diedero titolo “Zé Pereira Carnevalesco”, nella quale l’attore Francisco Correia Vasquez cantava su una melodia francese la quadriglia che divenne famosa:

“E viva o Zé Pereira

Pois que ninguém faz mal

Viva a bebedeira

Nos dias de carnaval”.

Scomparso all’inizio del secolo scorso, Zé Pereira lasciò in eredità la cuíca, il tamborim, il reco-reco, il pandeiro e la frigideira,  strumenti che accompagnavano i gruppi (blocos) carnevaleschi e che oggi animano la bateria delle scuole di samba.